Veduta panoramica delle colline di Gaya con lo Stretto sullo sfondo
Calabria · Aspromonte · Stretto di Messina

Il Luogo.

Centoventuno ettari sulle colline di Calanna, affacciati sullo Stretto. Un Ecoparco di ulivi secolari, sentieri nel bosco, dimore tra gli alberi.

Un Ecoparco

Calabria che guarda lo Stretto.

Gaya si trova sulle colline di Calanna, in provincia di Reggio Calabria, alle pendici dell'Aspromonte. Da qui lo sguardo cade sullo Stretto di Messina e, nelle giornate limpide, sull'Etna che fuma in lontananza da una parte, e sulle Isole Eolie dall'altra.

È un Ecoparco — un'area naturale gestita in modo sostenibile, dove ambiente, agricoltura e attività umane convivono in equilibrio. Un paesaggio composto, dove ogni zona ha un nome, una funzione, una figura che la abita.

Energia: 100% off-grid. La rete Enel non è ancora arrivata fin qui — abbiamo trasformato la mancanza in scelta. 6 kW di fotovoltaico con 15 kW di batterie ci danno la corrente, di giorno e di notte. Pannelli solari termici in tutte le strutture per l'acqua calda.

Tre cammini, tre racconti

I tre sentieri.

Tre sentieri attraversano la proprietà di Gaya. Insieme compongono una trilogia: la perdita, il pensiero, il tempo profondo.

La fontana, un vecchio lavatoio: prima tappa del Sentiero del Capelvenere
i. La perdita

Sentiero del Capelvenere

L'acqua, la piccola giungla, la memoria.

Si parte dalla fontana, un vecchio lavatoio recuperato. Il sentiero scende dentro la piccola giungla calabrese, un microclima umido eccezionale di liane e felci, e raggiunge il punto dove cresce il capelvenereAdiantum capillus-veneris, indicatore di acqua nascosta. Si arriva infine al Luogo della Memoria e della Rinascita.

≈ 3,5 km 3 h 30 Difficoltà leggera
La piccola giungla calabrese del Sentiero Oltre la Siepe
ii. Il pensiero

Sentiero Oltre la Siepe

La contemplazione, la meraviglia, il ritorno.

Il sentiero attraversa il bosco di castagno e poi la pineta, fino all'Altalena sull'Infinito — un riferimento esplicito a Leopardi. Da lì si scende alla Geoasi, dove fu trovato un geode "abortito" — un cristallo che non si è completato — e dove abbiamo piantato oltre 300 alberi. Si rientra ad anello.

≈ 2,9 km 1 h Difficoltà media
Sentiero verso le Cascate dell'Eremita, atmosfera del bosco profondo
iii. L'origine

Cascate dell'Eremita

Il tempo profondo, l'ancestrale, l'origine.

Si entra nel bosco profondo, fino a raggiungere le Cascate naturali dentro la proprietà. Da lì il sentiero porta dove cresce la Woodwardia radicans, felce reliquia paleotropicale sopravvissuta dalle ere geologiche, specie protetta che si trova in pochi punti del Sud Italia.

≈ 6 km 3 h Difficoltà media
L'orto sinergico zodiacale di Gaya, disegnato a mandala
L'orto sinergico zodiacale

"Un mandala coltivato. Dodici settori, uno per ogni segno zodiacale, con le varietà di piante officinali corrispondenti. Da qui nascono gli ortaggi di Gaya."

La scelta

100 alberi bruciati, 530 piantati.

Nell'estate del 2021 il fuoco è passato su queste colline per tre giorni. Cento ulivi secolari, ottanta ettari di bosco andati in fumo. Da lì è cominciato il lavoro vero — non piangere quello che era andato, ma rispondere col gesto del piantare.

530 nuovi alberi piantati
200 ulivi rimessi a dimora

Cinquecentotrenta alberi piantati: 200 ulivi, 60 fichi, 50 da frutta antichi, 30 querce, 130 alberi misti tra aceri, tigli e altri donati dal Vivaio Mola della Badia, 60 forestali, oltre a centinaia di piante dalla raccolta plantfunding. Abbiamo ridisegnato i sentieri, costruito il Tempio delle Sementi dove conserviamo i semi delle piante che restano, e radunato gli ulivi più antichi distrutti dal fuoco in una radura — il Luogo della Memoria e della Rinascita — perché restassero parte del paesaggio, e non solo memoria.

Ed è solo l'inizio. Entro la fine del 2027 abbiamo in programma la piantumazione di altri 1.500 alberi.

"La perdita non si compensa.
Si abita. Quello che si perde diventa la forma di ciò che resta."

Vista panoramica da Gaya con lo Stretto di Messina e l'Etna sullo sfondo

"Dalle colline di Gaya lo sguardo arriva fino all'Etna."